Colpire la Tigre, dai Classici della letteratura cinese una forma che dona energia e benessere

La pratica di questa forma stimola il Qi nel Tatien e lo fa circolare in tutto il corpo attraverso la colonna vertebrale, grazie ai movimenti del busto e delle braccia uniti alla stimolazione proveniente dalla parte bassa del corpo.

Continuiamo la nostra analisi delle 37 forme che compongono il curriculum di base del Tai Chi Chuan del Vecchio stile Fu (e non solo).

Il nostro sguardo oggi va su “Colpire la Tigre”, una di quelle forme il cui nome suggerisce la modalità della applicazione e lo spirito con cui eseguirla. Notiamo subito che nel nome della forma viene citata la Tigre, uno degli animali forse più presenti all’interno del mondo delle Arti marziali e delle discipline interne, un ruolo che gli fa ben meritare un articolo specifico a lei dedicato.

Qui ci limitiamo quindi a ricordare che ritroviamo la Tigre in diverse forme del Tai Chi Chuan, come ad esempio “La Tigre torna alla montagna e abbraccia il cucciolo(clicca QUI per leggere l'articolo), ma anche nello Liang Yi Chuan, dove troviamo le forme “Respingere la Tigre feroce” o “La Tigre nera butta giù la porta”, oltre che essere collegata alla pratica con la sciabola, i cui micidiali fendenti ricordano la letale efficacia delle zampate di questo felino.

Cosa ci dicono gli ideogrammi 

Tornando alla nostra forma, come in altre occasioni, in questo caso il nome occidentale è la esatta traduzione degli ideogrammi cinesi 打虎 式 (dǎ hǔ shì) che letteralmente significano “battere, colpire, rompere”, “tigre” e “esempio, norma, legge, modello, stile”. Interessanti, in particolari il primo ed il terzo ideogramma (al secondo, come detto, dedicheremo un apposito articolo), che sono rappresentati da composti fono-semantici con il primo carattere che unisce il radicale semantico 扌 con il significato di “mano” e il segno fonetico 丁, mentre l’altro vede un composto fonetico 弋 e il semantico 工 che esprime il concetto di “lavoro”.

Possiamo quindi dire che la traduzione dei caratteri cinesi potrebbe essere “il modo giusto per colpire la tigre”, evidenziando poi come nei nomi adottati dai vari stili e Scuole si registrino variazioni nel verbo quali, “colpire”, “abbattere”, “uccidere” che non cambiano comunque il senso del nome stesso.

 

La leggenda di Wu Song

Questa tecnica era tradizionalmente conosciuta come “Wu Song uccide la Tigre”, citando un classico romanzo cinese. 

Wu Song (武松, wǔ sōng) è infatti uno dei personaggi “Margine d’acqua”, uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese. Scritto nel XIV secolo e attribuito a Shi Nai'an, il romanzo è scritto in cinese vernacolare piuttosto che in cinese classico, racconta una storia, ambientata nella dinastia Song, in cui un gruppo di 108 fuorilegge (un numero che suggerisce non poche analogie ai praticanti di discipline tradizionali cinesi!) si radunano sul Monte Liang formando un esercito minaccioso a cui prima viene concessa l'amnistia dal governo e poi viene inviato in guerra per affrontare gli invasori stranieri e i combattenti ribelli. Nella storia sono citati molti dei personaggi più noti della letteratura cinese, tra cui appunto Wu Song, Lin Chong e Lu Zhishen. 

Il nostro Wu Song, noto anche come “Wu il secondo” e soprannominato "Pellegrino", è al14° posto tra i 36 spiriti celesti delle 108 stelle del destino (un numero che – come vediamo – ritorna frequentemente). Nelle storie popolari derivate dal romanzo citato, Wu Song è uno studente di arti marziali e nel romanzo combatte con un bastone lungo circa due metri o con un paio di sciabole.

Originario della contea di Qinghe (nell'attuale Xingtai, Hebei ), Wu Song è descritto come alto e di bell'aspetto con occhi lucenti, sopracciglia folte, corporatura muscolosa e portamento impressionante. I suoi genitori sono morti quando lui era ancora piccolo percui è stato cresciuto dal fratello maggiore Wu Dalang (letteralmente "Wu il Vecchio"), che egli rispetta e di cui si prenderà cura, essendo affetto da nanismo.

Nel racconto del romanzo, dopo una serie di disavventure e combattimenti, Wu Song decide di tornare a casa e lungo la strada passa vicino a una locanda che espone uno striscione con la scritta "Dopo tre ciotole, non attraversare la cresta" ( 三碗 不過 崗 ) dove si ferma per riposare e chiedere spiegazione dell’ammonimento esposto. Il proprietario della locanda spiega che il vino da loro servito è così forte che i clienti si ubriacherebbero dopo averne bevuto tre ciotole, non riuscendo quindi ad attraversare in sicurezza la montagna vicina. Wu Song comincia a mangiare e bere e dopo tre ciotole di vino si sente ancora sobrio, percui ignora l’avvertimento e continua le sue libagioni, sino a svuotare ben diciotto ciotole di vino, apparendo però ancora in grado di controllare le sue azioni. Wu Song decide quindi di proseguire il suo viaggio ma l’oste lo ferma e lo avverte della presenza di una feroce tigre sulla cresta del monte. Wu Song sospetta che l'uomo lo voglia intimorire per costringerlo a passare la notte nella sua locanda e decide quindi di proseguire il suo cammino, armato solo del suo bastone.

Giunto vicino alla cresta, Wu Song vide un un cartello che avvisava i viandanti della presenza di una tigre feroce, comprendendo che l’oste non gli aveva mentito. Per non perdere la faccia il nostro protagonista decide comunque di non tornare indietro e proseguire nel suo cammino, anche se gli affetti delle abbondanti bevute cominciano a farsi sentire, tanto da costringerlo a fermarsi a riposare su una grande roccia. Proprio mentre sta per addormentarsi, la tigre salta fuori dal bosco, prendendolo di sorpresa. Dopo aver fortunosamente schivato i primi tre attacchi del felino, Wu Song tenta di reagire ma rompe il bastone il suo bastone colpendo un albero; rimasto disarmato, con la forza della disperazione richiama tutte le sue forze e riesce a bloccare la tigre a muso in giù con le braccia, per poi colpirla ripetutamente con i suoi pugni, sino a tramortirla. A questo punto Wu Song prende il suo bastone spezzato e colpisce con questo l’animale, assicurandosi di ucciderla per poi fuggire, temendo l’arrivo di un’altra tigre. Mentre si allontana dal luogo del combattimento però incontra alcuni cacciatori locali, che sono sorpresi di apprendere della sua incredibile impresa. Il magistrato della vicina contea di Yanggu gli offre il posto di capo degli agenti di sicurezza, Wu Song lo accetta e si sistema, anche se il romanzo continua ed il nostro protagonista vivrà altre avventure, che coinvolgeranno anche il suo amato fratello.
 

L’esecuzione della forma 

Prima di addentrarci nella descrizione di questa forma, dobbiamo sempre ricordare che uno studio serio e costante necessita l’assistenza di un insegnante qualificato, come quelli riconosciuti e certificati dalla Wudang Fu Style Academy (Clicca QUI per l’elenco) oppure della consultazione di un corso basato su un programma affidabile ed una didattica oramai collaudata (Clicca QUI per il programma).

Fatta questa doverosa premessa, passiamo ad illustrare alcune delle peculiarità di questa forma. Partiamo dalla posizione delle gambe, che vede il corpo spostato verso il lato esterno, con il 70% del peso sul piede esterno ed il piede avanzato leggermente più avanzato rispetto a quello arretrato, in modo da affondare la posizione e favorire e stimolare la apertura della articolazione coxo-femorale interna. 

Nella esecuzione dei passaggi preparatori alla posizione di questa forma, è evidente il lavoro delle braccia, che si muovono lungo ampie traiettorie circolari, prima su un piano verticale e poi su un piano orizzontale. Complementare al movimento delle braccia è il lavoro della parte superiore del corpo, che esegue una serie di torsioni che guidano e amplificano il lavoro delle braccia.

 

Nella posizione finale della forma, le due mani sono chiuse a pugno, con quella più bassa che dà la sensazione di tirare dietro la schiena del praticante e quella alta che è posizionata come per colpire alla tempia un ipotetico avversario dopo un pugno circolare ascendente simile al “Pugno del Drago”, aprendo così le scapole e generando due forze contrapposte. Importante è la posizione del gomito del braccio basso, che deve essere posizionato di fronte al corpo, come a protezione del busto. Come nella maggior parte delle altre forme, lo sguardo deve abbracciare l’orizzonte senza fermarsi su uno specifico particolare, inquadrando lo spazio compreso tra le due mani. 

Nella pratica della forma in modalità statica, una volta raggiunta la posizione finale questa può essere mantenuta per un tempo determinato (tipicamente per otto o sedici cicli respiratori, o anche di più), cambiando poi lato di esecuzione. Similmente, nella esecuzione dinamica, questa forma può essere effettuata eseguendo gli spostamenti alternativamente a destra ed a sinistra, riprendendo quindi la modalità esecutiva presente nella forma 88 del Vecchio stile Fu.

 

Gli effetti sul benessere

Colpire la TigreQuesta forma, come tutte quelle comprese nel curriculum tecnico del Vecchio stile Fu, nasce da quelle praticate nel Tao Yin Qi Gong Taoista (Clicca QUI per maggiori informazioni) e nello specifico dalla forma “Wu Song uccide la tigre”, che si riferisce all’episodio che abbiamo prima raccontato, in cui il protagonista di un romanzo uccide a mani nude una tigre feroce, colpendola con i pugni. 

La pratica di questa forma stimola il Qi nel Tatien e lo fa circolare in tutto il corpo attraverso la colonna vertebrale, grazie ai movimenti del busto e delle braccia uniti alla stimolazione proveniente dalla parte bassa del corpo. E’ quindi importante, come lo è in tutte le forme che studiamo, eseguire con estrema attenzione e precisione tutti i movimenti che compongono la forma, non limitandosi a spostare braccia e gambe ma piuttosto muovendo l’addome e stimolando la zona lombare, sincronizzandoli con il respiro.

Per effetto della torsione del busto inoltre, l’esecuzione di questa forma tonifica i reni ed è utile per affrontare i malesseri dovuti a mal di schiena, sciatalgie e dolori alla zona lombare. 

Tanto la posizione finale della forma, che i movimenti intermedi che la precedono, favoriscono inoltre il miglioramento dell’equilibrio ed il controllo della postura, sciogliendo anche le articolazioni in maniera da poter eseguire i movimenti in maniera elastica, fluida e potente come quelli del felino da cui prende il nome.

Considerando inoltre il nome della tecnica e l’episodio a cui si riferisce, possiamo aggiungere che questa forma stimola l’intenzione e ci da coraggio e forza d’animo, tanto da renderci capaci di affrontare una tigre feroce ed ucciderla a mani nude!

Ricordiamo inoltre che l'immagine della tigre, capace di passare istantaneamente da un atteggiamento tranquillo e rilassato ad un attacco letale effettuato con un balzo repentino o una micidiale zampata esprime anche simbolicamente la capacità di dominare (o essere dominati...) dalle nostre passioni e processi emotivi; la pratica di questa forma ci aiuta quindi ad avere un miglior controllo su noi stessi e le nostre pulsioni, e non casualmente – nella postura finale – colpiamo con un pugno la testa, e con il gomito all’altezza del cuore, dove coviamo e custodiamo pensieri ed emozioni.

  

Applicazioni marziali

Come già detto in altre occasioni, molte sono le applicazioni marziali di ognuna delle forme comprese nel curriculum tecnico del Vecchio stile Fu, ed anche queste è bene siano studiate e sperimentate sotto la guida attenta di un insegnante esperto. Alcune di queste sono facilmente intuibili, altre possono sfuggire ad un occhio meno esperto ma emergono chiare grazie ad un addestramento progressivo e costante.

Trascurare le implicazioni marziali del Tai Chi Chuan significa privarlo di uno dei pilastri su cui regge il suo equilibrio ed il suo sviluppo ed è anche per evidenziare queste peculiarità applicative che il Maestro Severino Maistrello, III^ generazione stile Fu, allievo diretto del Gran Maestro To Yu e Direttore Tecnico della Wudang Fu Style Academy, ha programmato una serie di incontri per analizzare queste specificità (clicca QUi per maggiori informazioni).

Cominciando dalle applicazioni più evidenti di questa forma, citiamo subito il pugno circolare all’altezza della tempia, che mira a colpire il lato del cranio ed in particolare la giunzione tra l’osso parietale e quello frontale, con effetti devastanti sulla vittima. Il movimento del braccio che termina con il pugno può essere utilizzato anche come una presa dietro la nuca di un avversario frontale oppure come la intercettazione di una percossa circolare alta portata da un avversario che possiamo poi colpire con il gomito. 

La posizione finale del braccio basso infatti, fa si che il gomito al centro del busto si comporti alla stessa maniera del rostro che armava e proteggeva la prua delle antiche navi romane, permettendo di sfondare le fiancate delle imbarcazioni nemiche. Nel suo movimento circolare inoltre, a breve distanza il gomito può essere impiegato per colpire con effetto devastante e costole fluttuanti di un avversario, magari mentre lo distraiamo con il movimento più ampio dell’altro braccio. Ancora, il gomito piazzato all’altezza dello sterno limita la possibilità di essere colpiti al busto con una percossa diretta ed allo stesso tempo costituisce un efficace ostacolo contro una presa in clinch che ci voglia bloccare con una presa a cintura frontale.

Inoltre, lo spostamento laterale di tutto il corpo in una posizione stabile ed equilibrata, ci permette di effettuare con successo eventuali attacchi diretti al volto o alla parte alta del corpo, così come di squilibrare un avversario che ci abbia afferrati frontalmente al bavero o alle spalle.