Le montagne sacre del Taoismo cinese

In un articolo precedente abbiamo approfondito la conoscenza del monte Kunlun, una delle montagne sacre della Cina, a metà tra storia e leggenda.

Nella storia dell’uomo, le montagne sono sempre state luoghi particolari, una sorta di mezzo – fisico e simbolico – di ascensione al Cielo, un luogo dove ritirarsi per meditare o per vivere da eremiti, la dimora degli Dei e tanto altro ancora. Questa caratteristica ricorre di fatto in tutte le culture – tanto di Oriente quanto di Occidente – sin dall’inizio della storia dell’uomo; la ritroviamo nell’Olimpo greco e nel monte Fuji giapponese, passando per il monte Tabor o il Sinai o il Calvario della bibbia, solo per citare due esempi tra i più noti anche a chi non sia particolarmente esperto di mitologia. In una cultura come quella cinese, dove è particolarmente evidente la triade Terra – Uomo – Cielo, la montagna non poteva non essere tenuta in primo piano, proprio per via della sua conformazione fisica: La montagna si sviluppa in verticale ascendendo dalla Terra al Cielo, consentendo all’Uomo di fare altrettanto, costituendo nel macrocosmo quell’asse cosmico che si cerca di ri/costruire anche nel microcosmo Uomo, tanto con esercizi fisici di Chi Kung che attraverso pratiche di alchimia interna. Alla funzione di percorso per ascendere al Cielo, si aggiunge anche la credenza che determinati monti – come nel caso di vulcani più o meno attivi – siano delle vere e proprie porte per accedere a mondi ultraterreni, inferi o deputati ad ospitare le anime dei defunti, come ben racconta ad esempio la Divina Commedia di Dante, il mito del Minotauro greco o la concezione del buddhismo giapponese che vuole Fuji, la divinità del fuoco, abitare il monte che dal Dio prende il nome e considerato la porta per l’aldilà, già sacro per gli Ainu, popolazione primitiva del Giappone. Facile immaginare che approfondire un argomento simile potrebbe riempire centinaia di pagine, quindi ci focalizzeremo solo su quelle montagne che in Cina vengono considerate sacre, rimandando al futuro eventuali ulteriori divagazioni. Secondo le credenze più diffuse, in Cina ci sono diverse montagne meta di devozione e pellegrinaggi. Per il Taoismo, in particolare, le catene montuose vengono immaginate come collegate tra di loro come le creste del dorso di un immenso dragone nascosto sottoterra, che agitandosi genera l’energia tellurica che produce i terremoti. Detto del monte Kunlun, vediamo ora quali altre cime racchiudono le storie e leggende che da millenni affascinano gli uomini che si dedicano allo studio taoista. Come in altri casi, queste montagne hanno un fascino particolare e sono tenute in grande considerazione anche per il loro difficile accesso; non essere alla portata di tutti i pellegrini le faceva immaginare come e accessibili solo a chi ne fosse stato degno, permettendo l’accesso a luoghi ultraterreni di beatitudine. Si riteneva inoltre che sulle pendici di questi monti crescessero piante e fiori da cui ricavare elisir di lunga vita o spiriti in grado di ammaestrare coloro che si fossero dimostrati degni di ricevere i loro insegnamenti. Questi monti sacri al Taoismo hanno ciascuno una storia particolare che vale la pena di essere conosciuta, e non possiamo che cominciare a scoprire il complesso montuoso del Wudang (Letteralmente "Monte per utilizzo militare") in una piccola catena montuosa nella parte nord-occidentale della provincia di Hubei, in Cina, appena a sud di Shiyan. La zona ospita un famoso complesso di templi e monasteri taoisti associati al dio Xuanwu ed è universalmente nota per la pratica del Tai Chi e del Taoismo (non a caso, l’ideogramma “Wu” che compone il nome del monte è lo stesso che indica le attività marziali). Tra i primi siti di culto ad essere costruiti, il Tempio dei Cinque Draghi fu edificato per volere dell'imperatore Taizong di Tang. Ulteriori strutture furono aggiunte durante le dinastie Song e Yuan, mentre il più grande complesso sulla montagna fu costruito durante la dinastia Ming (secoli XIV-XVII) in quanto l'Imperatore Yongle sosteneva di godere della protezione del dio Beidi o Xuan Wu. I templi dovevano essere ricostruiti regolarmente e non tutti sopravvissero; le strutture più antiche esistenti sono la Sala Dorata e l'Antico Santuario di Bronzo, realizzato nel 1307. Altre strutture note includono il Palazzo di Nanyang (costruito nel 1285-1310 e ampliato nel 1312), la Città Proibita in pietra sulla cima (costruita nel 1419) e il Tempio delle Nuvole Viola (costruito nel 1119-1126, ricostruito nel 1413 e ampliato nel 1803 -1820). Sia i monasteri che il giardino di Wudang sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1994. Il 19 gennaio 2003, il palazzo Yuzhengong – con più di sei secoli di storia – fu accidentalmente bruciato da un dipendente di una scuola di arti marziali. L’incendio che scoppiò in una sala ridusse tre stanze che coprivano i 200 metri quadrati in cenere. Una statua placcata in oro di Zhang Sanfeng, che di solito era ospitata a Yuzhengong, fu trasferita in un altro edificio poco prima dell'incendio, e sfuggì così alla distruzione. Il secondo monte sacro al Taoismo è il Monte Longhu (letteralmente: "Montagna del Dragone e della Tigre”) che si trova a Jiangxi. Questo monte è famoso per essere stato uno dei luoghi di nascita del taoismo, con molti templi taoisti costruiti sul fianco della montagna. È particolarmente importante per il Zhengyi Dao (movimento Taoista emerso durante la dinastia Tang) poiché qui si trovano il Tempio di Shangqing e la dimora del Maestro taoista. Anche su questo monte sono numerosi i templi che accolgono pellegrini e visitatori, tra questi il Tempio della Città Immortale, e quello di Zheng Yi, edificati da Zhang Daoling, il fondatore della religione della dinastia Han. Ci sono altri templi taoisti nella vicina città di Shangqing, uno dei quali è menzionato all'inizio del famoso romanzo cinese "Fuorilegge della palude". Il monte Longhu ha anche una forte valenza culturale quale luogo di sepoltura storico del popolo Guyue, che deponeva i propri defunti in bare sospese sulle pareti delle montagne. Nell'agosto 2010 l'UNESCO ha iscritto il Monte Longhu nella lista del patrimonio mondiale come parte del complesso di sei siti che compongono la Cina Danxia, un tipo unico di geomorfologia petrografica che individua vari paesaggi trovati nella Cina sud-orientale, sud-occidentale e nord-occidentale che consistono in un letto rosso caratterizzato da ripide scogliere. Il monte Qiyun (letteralmente: "Montagna dalle alte nuvole") è un parco montano e nazionale situato nella contea di Xiuning, nella provincia di Anhui, in Cina. Si trova a circa 33 chilometri a ovest della città di Huangshan ed è noto per le sue numerose iscrizioni e tavolette, così come monasteri e templi, il punto più alto della montagna sale a 585 metri. Il monte è stato meta di numerosi poeti e scrittori, tra cui Li Bai, Tang Yin e Yu Dafu, che sono stati ispirati per comporre le loro opere. Concludiamo la nostra visita con il Monte Qingcheng ("Muro della verde città nebbiosa"), situato nella zona di Dujiangyan, nel Sichuan. È considerato uno dei luoghi di nascita del taoismo e uno dei più importanti centri taoisti in Cina. Nella mitologia taoista, era il sito degli studi dell'Imperatore Giallo con Ning Fengzi. Come centro della religione taoista divenne sede di molti templi. La montagna ha 36 vette. È sede del Dujiangyan Giant Panda Center ed è un sito del patrimonio mondiale dell'UNESCO.