Il Principio del Kāi Hé (開合): L'Essenza delle Arti Interne
Comprenderlo trasforma una semplice ginnastica in una vera arte interna. Attraverso il perpetuo ritorno al centro e l'espansione verso l'infinito, il praticante smette di muovere parti isolate per agire come un organismo unico, vibrante e risonante.
Nello studio delle discipline interne cinesi, come il Pakua Chang, Tai Chi Chuan o il Qi Gong, il concetto di Apertura e Chiusura (Kāi Hé) rappresenta il ritmo fondamentale della vita e della pratica.
Non si tratta di semplici gesti meccanici, ma di una dinamica pulsante che coinvolge simultaneamente la struttura corporea, la circolazione energetica e l'intenzione mentale.
Analisi Etimologica e Filosofica
Per comprendere il Kāi Hé, è necessario esaminare la natura profonda dei caratteri cinesi, che rivelano una polarità complementare.
Apertura (Kāi - 開): Il carattere antico raffigura due mani che rimuovono la barra di chiusura da una porta (mèn). Esprime l'idea di liberare un passaggio, espandere e dare inizio a un movimento che fluisce verso l'esterno.
Chiusura (Hé - 合): Composto da una "copertura" sopra una "bocca" (o contenitore), evoca l'unione e l'armonia. Rappresenta un incastro perfetto, come un coperchio che calza senza bisogno di filettatura, indicando la connessione e il ritorno dell'energia verso un centro focale.
Insieme, descrivono la manifestazione pratica della teoria dello Yin e dello Yang. L'espansione (Yang) non può esistere senza una successiva condensazione (Yin), riflettendo il ritmo del Tao e il mutamento incessante dell'universo.
I Livelli di Manifestazione
La padronanza del Kāi Hé deve essere ricercata su diversi piani, tra loro interconnessi:
Il primo piano è quello che riguarda biomeccanica e struttura; a livello fisico, il Kāi Hé governa la dinamica delle articolazioni e dei tessuti connettivi.
Nella fase di apertura (Kāi), le articolazioni (specialmente scapole e anche) si "disconnettono" e si allentano per espandersi verso le estremità; in quella di chiusura (Hé) le forze convergono verso l'asse centrale attraverso un incastro perfetto.
Da questo punto di vista un principio chiave è quello di "Chiudere il Petto e Arrotondare la Schiena" (Hán Xiōng Bá Bèi, 含有胸拔背), che genera potenza elastica.
Il corpo agisce secondo il principio della tensegrità: una stabilità garantita dall'equilibrio tra elementi rigidi (ossa) ed elastici (muscoli e tendini). Un'efficace metafora è la Pagoda di Yingxian, che resiste ai terremoti grazie a incastri elastici che assorbono le sollecitazioni senza rompersi.
Il secondo piano da considerare è quello relativo alla circolazione energetica del Qi, poiché il Kāi Hé funge da "pompa idraulica" per il Soffio Vitale. A questo livello, durante la fase di apertura (Kāi), il Qi si espande dal Dāntián verso la superficie e le dita, nutrendo i tessuti, mentre nella fase di chiusura (Hé) il Qi viene richiamato verso l'interno, condensandosi nel Dāntián per essere immagazzinato e raffinato.
Un ulteriore piano da considerare è quello della dinamica ciclica universale, poiché in base a questo principio armonizziamo il nostro ritmo biologico con le leggi naturali. Ogni fase di espansione e contrazione corporea deve risuonare con il respiro e l'intenzione.
Applicazioni nelle Discipline Interne
L'efficacia marziale e terapeutica delle discipline interne dipende dalla capacità di abitare il movimento attraverso questa alternanza.
Nella pratica marziale ogni tecnica è un'alternanza di Kāi e Hé; i movimenti si alternano in maniera fluida, agendo tanto all’interno che all’esterno e spesso l'apertura e la chiusura delle mani sono utilizzate come transizioni fondamentali tra le sequenze.
Nella pratica delle discipline di benessere, come il Qi Gong, il Kāi Hé è sincronizzato con la respirazione per espellere il "Qi torbido" in apertura e sigillare il "Qi puro" negli organi durante la chiusura.
Pratiche di Sviluppo
Per interiorizzare il Kāi Hé, si possono eseguire diversi esercizi, tra i quali quello conosciuto come “pallone elastico”, che viene svolto in posizione Wuji, tenendo le mani davanti al petto come se reggessero una sfera. Inspirando dovremmo sentire le mani allontanarsi con l'espansione che deve partire dalle scapole e dalle vertebre, mentre espirando dovremmo sentire le mani tornare l'una verso l'altra, avvertendo una sorta di resistenza magnetica tra i palmi, mentre tutto l’esercizio deve essere svolto mntenendo il rilassamento attivo (Fàngsōng) per permettere il flusso del Qi.
Un’altra pratica interessante è quella di visualizzare l'apertura e la chiusura dei “Cinque Archi”, costituiti dalle due braccia, le due gambe e la colonna vertebrale. Praticando i movimenti, bisogna visualizzare questi archi che si tendono (Kāi) e si rilasciano (Hé) in modo coordinato. Quando la schiena "apre", il petto "chiude" leggermente, creando una struttura solida ma flessibile.
In conclusione, comprendere il Kāi Hé trasforma una semplice ginnastica in una vera arte interna. Attraverso il perpetuo ritorno al centro e l'espansione verso l'infinito, il praticante smette di muovere parti isolate per agire come un organismo unico, vibrante e risonante.