Le Nove Ruote – Fondamenti del Qigong Interno

Un articolo dedicato soprattutto alle nuove leve, a chi vuole scoprire cos'è il Qi Gong e quali sono i benefici su corpo e mente di questa arte interna di lunga vita.
Ecco l’analisi dell’apertura delle nove ruote, o nove porte, un aspetto fondamentale nelle arti interne del Qigong. Si tratta di un lavoro mirato sulle nove principali articolazioni del corpo, considerate vere e proprie "porte" energetiche. Quando queste articolazioni sono aperte, consentono la libera circolazione del sangue, della linfa, dei liquidi corporei e naturalmente del Qi. Se invece sono chiuse o bloccate, questa circolazione si interrompe.


Per questo motivo, il lavoro sulle nove ruote è considerato essenziale nella pratica del Qigong e delle arti interne. Inizieremo dalle caviglie, passando poi alle ginocchia, anche, vita, spalle, gomiti, polsi, collo e oltre. Questo lavoro segue un percorso che parte dal basso — dallo Yin — e risale verso l’alto, verso lo Yang. Nella filosofia energetica, il movimento dello Yin sale dalla Terra al Cielo, per poi tornare indietro, dallo Yang allo Yin.

Per mantenere l’equilibrio tra Yin e Yang, praticheremo nove ripetizioni o multipli quando lavoriamo la parte inferiore del corpo, e sei ripetizioni o multipli per la parte superiore.

Posizione di Partenza

Iniziamo con la posizione di base:

I piedi paralleli, larghi quanto due passi naturali.
Immaginate una linea che va dalla punta dell’alluce al tallone, passando per il centro del piede.
Portiamo l’attenzione sul punto chiamato Huiyin (tra l’ano e i genitali), che rappresenta il punto di connessione tra Cielo e Terra, anche detto asse alchemico.

Distribuiamo il peso:

- 60% sui talloni,
- 40% sull’avampiede.

L’idea è di assumere una posizione rilassata, come se fossimo seduti su uno sgabello, mantenendo la colonna lombare riempita, ovvero senza l’inclinazione all’indietro che crea un vuoto nella zona dei reni. Riempire questa area favorisce la corretta circolazione del Qi.

Le Nove Ruote – Fondamenti del Qigong Interno fa pArte del nostro piano in abbonamento

Abbonati anche per un solo mese e scopri i video di tutte le nostre discipline

Registrati gratuitamente e scegli il piano di formazione che preferisci.

Registrati gratis e scopri i nostri corsi

Primo Movimento: Estensione

Da questa posizione:

Solleviamo lentamente le braccia verso il cielo, in linea con le orecchie.
L’estensione parte dal tallone, attraversa il ginocchio, l’anca, la spalla, fino a portare il corpo in allungo completo.
Poi torniamo alla posizione iniziale.
Con il tempo, man mano che muscoli e tendini si elasticizzano e le articolazioni si aprono, potremo eseguire il movimento salendo anche sulla punta dei piedi, e poi tornando giù.

Questo primo esercizio sembra semplice, ma è profondo ed essenziale. Lavorando con attenzione, ne percepiremo l’intensità e i benefici.

Mobilizzazione dei Piedi e delle Gambe

Si parte dal basso.
Muoviamo le dita dei piedi come se volessimo spingere un colpo che parte dalle dita e risale fino all’anca.
Alterniamo il movimento tra piede destro e sinistro.
Proseguiamo con l’apertura delle articolazioni inferiori:

Caviglie, ginocchia, anche.
Il movimento deve risalire fino all’inguine e, col tempo, potremo sentirlo anche nel bacino.
Per chi ha difficoltà a mantenere l’equilibrio, è possibile appoggiarsi a un muro o una sedia.

Lavoro delle ginocchia.
Mano sul ginocchio, eseguiamo nove rotazioni interne e nove esterne, prima a destra e poi a sinistra.
Lavoriamo lentamente, cercando di percepire le sensazioni del corpo, i tendini, i meridiani, le fasce muscolari che si attivano e si aprono.

Lavoro della Vita e del Sacro

Eseguiamo circonduzioni del bacino, lavorando sulla zona della vita:

Le mani appoggiate sui reni, eseguiamo un cerchio immaginario con un quadrato interno: avanti, lato, indietro, lato.
Nove cerchi a destra, poi nove a sinistra.
Attenzione a non coinvolgere tutto il corpo: dobbiamo imparare a isolare il movimento della vita, lavorando sul canale cintura.

Passiamo al sacro

Con le gambe tese, scendiamo lasciando che la gravità agisca.
Le braccia cadono naturalmente, rilassate, spinte verso il basso.
Risaliamo lentamente.
Appoggiamo poi le mani sulla zona dei reni, fletto le ginocchia e spingo il bacino in avanti, guardando all’indietro.
Questo esercizio è ottimo anche per alleviare i blocchi nella zona lombare, ad esempio nel caso del cosiddetto "colpo della strega".
Più il movimento è lento, più facilita lo scioglimento del dolore.

Il Tendine di Achille e la Catena Muscolare Posteriore

Se non si riesce ad andare giù completamente, non è la schiena a essere rigida, ma il tendine d’Achille ad essere accorciato.

Il Qigong ha proprio l’obiettivo di allungare e rafforzare i tendini, in particolare il tendine d’Achille, considerato nella tradizione taoista una delle Cinque Montagne Sacre.

Nel linguaggio energetico
Il punto accanto al malleolo esterno, oggi noto come Vescica Urinaria 60, si chiama Kunlun, nome di una montagna sacra.
Lavorare su questo punto e su tutta la catena muscolare posteriore è fondamentale per il benessere globale.

Conclusione

Ripetiamo lentamente ogni esercizio, mantenendo consapevolezza e ascolto profondo del corpo.
Ogni articolazione che si apre è una porta che permette al Qi di fluire.
Nel Qigong, anche il gesto più semplice ha un impatto profondo se eseguito con attenzione e presenza.